1972. Moda, design, storia

Una digital exhibition sulla moda e il design italiano, di cui lo CSAC è stato testiome dalla sua fondazione, attorno ad uno dei massimi riconoscimenti del design italiano: la mostra del MoMA Italy: The New Domestic Landscape curata da Emilio Ambasz nel 1972.

La mostra

La virtual exhibition 1972. Moda, design, storia parte da una data centrale, il 1972 appunto, e ha lo scopo di raccogliere e valorizzare i documenti progettuali, inerenti design e moda, dell’archivio CSAC che, come un nastro trasportatore, si muovono prima e dopo la centralità di questa data che viene assunta come un momento cardine proprio per alcuni eventi che si sono manifestati in quel contesto.

La mostra ha lo scopo di riaffermare quindi una cultura progettuale legata soprattutto all’ambito del design e della moda di cui CSAC è stato testimone fin dall’anno della sua fondazione, 1968.

Il titolo di questa virtual exhibition cita un importante studio dello CSAC, Moda Media Storia volume uscito solo nel 1989 ma frutto di incontri di lavoro avvenuti nel novembre del 1984.

All’inizio degli anni Sessanta si verificano due importanti momenti che segnano inevitabilmente la storia del design e della moda.

Nel 1972 ha avuto difatti luogo la mostra Italy: The New Domestic Landscape curata da Emilio Ambasz al MoMA di New York. L’ esposizione rappresenta il massimo riconoscimento del design italiano e allo stesso tempo diventa strumento di promozione del progetto industriale del nostro paese.

Nell’archivio CSAC vengono conservati alcuni progetti inerenti ai lavori in mostra, tra i quali: i Mobili in Fiberglass Kartell di Ettore Sottsass Jr, il progetto di Archizoom Associati, la Casa Mobile di Alberto Rosselli e gli schizzi progettuali della Kar-a-sutra di Mario Bellini.

Per quanto riguarda invece la moda si considera il 1971 come una data centrale in quanto in quell’anno Walter Albini – stilista pioneristico di cui allo CSAC sono conservati 4191 opere, tra circa 2800 figurini tecnici e disegni, 352 capi di abbigliamento, 137 paia di calzature, 161 copricapo, 15 borsette, 55 tra sciarpe, foulard e parei, 189 accessori vari – sposta le sfilate da Firenze, patria della moda, a Milano per avviare un processo di industrializzazione che caratterizzerà tutta la filiera italiana legata al prêt-à-porter e al Made in Italy. Giorgio Armani, Krizia, Gianni Versace, Franco Moschino, Cinzia Ruggeri, Gianfranco Ferré, sono le figure più emblematiche di cui allo CSAC sono conservati più di 60.000 opere con gli estremi cronologici dal 1969 al 2000.

Le dinamiche legate al corpo diventano quindi il nodo centrale di questa esposizione, corpo rappresentato dai figurini e corpo indagato attraverso gli ambienti, gli oggetti e le sperimentazioni degli architetti radicali, un esempio i Global Tools dedicati al corpo del 1974/1975 e il progetto Vestirsi Facile di Archizoom.